Go to Fish: scopriamo il luccio con Alan Rinaldi

Il luccio è un pesce di acqua dolce appartenente alla famiglia Esocidae e dell’ordine degli Esociformes caratterizzati da una sola pinna dorsale.

Considerato il predatore per eccellenza delle acque dolci,dalla caratteristica bocca a “becco d’anatra”, il cui nome è dovuto alla maggiore sporgenza in avanti della mascella inferiore rispetto alla mandibola. Il muso di forma piatta ed allungata risulta quindi molto grosso rispetto al corpo, generando così una notevole apertura boccale.

La sua bocca è dotata di numerosissimi e affilati denti. Se no contano bensì 600/700, alcuni lunghi e molto taglienti posizionati ai margini delle mascelle, altri più piccoli e numerosi, dalla forma ad uncino, rivolto all’interno verso l’esofago,si trovano su lingua, palato ed alcuni anche sugli archi branchiali. Il corpo di questo pesce risulta stretto e lungo, interamente ricoperto di squame cicloidi, le cui pinne anali e dorsale occupano una posizione molto arretrata e quindi vicine alla pinna caudale.

La femmina di questo pesce può raggiungere dimensioni notevoli di 140/150 cm a differenza del maschio che raggiunge dimensioni più contenute attorno ai 90 cm. Il maggiore accrescimento degli esemplari di sesso femminile li porterà anche a raggiungere un peso intorno ai 20/30 kg.

Questo predatore è diffuso in pratica in tutto l’emisfero boreale,con una vita che si aggira intorno ai 15 anni,predilige le acque chiare e ferme dei laghi e delle lanche, ma non disdegna affatto anche quelle di canali e di grossi fiumi a corrente lenta, purché ricche di vegetazione sommersa e semisommersa, con numerosi nascondigli come massi o alberi caduti con rami o radici sommersi, tendendo ad evitare acque particolarmente torbide. L’alimentazione del luccio è costituita principalmente da pesci, arricchita da topi, rettili, anfibi e piccoli uccelli acquatici.

Attenzione…!!! Questo predatore non è un distruttore di ecosistemi, ma bensì ne è un equilibratore naturale perché predilige prede vecchie, malate, deboli, morenti e già morte. Difatti un luccio in presenza di un branco di pesci foraggio,sceglierà sempre gli esemplari più deboli e quindi con un nuoto anomalo o irregolare o più lenti degli altri. Questa caratteristica ha un doppio effetto, ovvero, per quanto riguarda le prede, rimarranno e si riprodurranno gli esemplari più forti e sani, per quanto riguarda il predatore invece vi sarà un minor dispendio di energie nell’azione di caccia.

Il luccio è un pesce dotato di un gran mimetismo, questo anche grazie al suo comportamento ed alla sua indole schiva e solitaria, ma soprattutto grazie alla sua livrea, la quale cambia a seconda della sottospecie, dall’età e soprattutto dal’ ambiente in cui vive, caratterizzandone le sfumature di colore. Giunti a questo punto possiamo fare una grossa distinzione di livrea, identificando due principali specie di luccio.

Quello Italico (Esox Cisalpinus o Esox Flaviae) dalla livrea marmorizzata caratterizzata sul fianco, da bande longitudinali o verticali o diagonali o stellate, di color verde scuro/marrone tendente al nero, su fondo chiaro, generalmente giallo/crema, progressivamente più chiara raggiungendo il ventre, di color bianco. Pinne a macchie o bande nere su sfondo giallo/arancio/rosa.

L’altra specie invece detto Verdone o Northern Pike (Esox Lucius) dalla livrea marrone sul dorso, sul fianco verde scuro/oliva di fondo, con macchie ovali o circolari giallo/crema, progressivamente più chiara raggiungendo il ventre, di color biancastro. Pinne a macchie o bande nere su fondo arancione/rossastro/marrone.

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Ai giorni d’oggi troviamo acque dove le due specie coesistono e ibridandosi danno sfogo alle più svariate e stravaganti livree. Questo predatore in condizioni favorevoli di clima, qualità delle acque e abbondanza di prede è un pesce che cresce abbastanza rapidamente nei primi 5 anni di vita, raggiungendo la maturità sessuale al 2/3 anno di vita per il maschio e al 3/4 anno di vita per la femmina, la quale può generare dalle 15.000 alle 20.000 uova per chilogrammo di peso. Il periodo di frega si svolge indicativamente tra febbraio e maggio, con una temperatura dell’acqua compresa tra i 9/15 gradi e dura all’incirca 10 giorni. Vi è una vera e propria migrazione riproduttiva ove i maschi precedono le femmine nel raggiungimento delle acque molto basse e ricche di vegetazione. Entrambi gli esemplari si rotolano vibrando sui letti di frega, avvicinando le regioni genitali e rilasciando uova e sperma, in questo atto le femmine son sempre accompagnate da uno o più maschi. Le uova adesive, di color giallo ambra, una volta fecondate hanno uno sviluppo di 12/15 giorni, dopo di che schiudono e le piccole larve si attaccano alla vegetazione, ove per 6/10 giorni si nutrono riassorbendo il sacco vitellino. In seguito i piccoli avannotti manifestano fin da subito l’istinto predatorio, incominciando a cibarsi di organismi in movimento, infatti già dal peso di 100/200 mg, inizia a manifestarsi il cannibalismo.

Il luccio, nel corso della vita, non presenta predatori naturali se non in età giovanile, ove può venire attaccato da altri pesci ittiofagi come persici, pesci gatto, siluri e altri lucci più grandi o da uccelli acquatici come aironi, nitticore e cormorani.

Spero abbiate trovato interessanti queste piccole nozioni a riguardo questo affascinante e formidabile predatore delle nostre acque,di cui,nel prossimo articolo,andremo a parlare delle varie tecniche di pesca.
Alan Rinaldi

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